L’uomo può vivere senza sogni?

Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta, diceva uno dei filosofi più importanti della storia della filosofia, Socrate. 

Sebbene si riferisse principalmente alla ricerca della conoscenza e della verità, non si può negare che anche i sogni rappresentano una forma di ricerca, in quanto ci spingono ad esplorare nuove possibilità, crescendo e migliorando noi stessi. 

Gli obiettivi rappresentano una forza motrice fondamentale, poiché danno direzione, significato, speranza al nostro percorso quotidiano. Appaiono quindi indispensabili per il benessere psicologico e personale dell’individuo, fungono da guida nel nostro percorso di vita. 

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare, affermava Seneca. Senza una direzione chiara, infatti, l’uomo può sentirsi perso, disorientato, incapace di trovare una ragione per affrontare le sfide quotidiane. Bisogna conoscere il porto in cui si vuole andare, per poter sfruttare il vento favorevole dell’opportunità. 

Vivere senza sogni, però, non ci permetterebbe di concentrarci meglio sul presente, evitando delusioni e pressioni inutili? In fondo, diceva Epittetola felicità non consiste nel desiderare ciò che non si ha, ma nell’apprezzare quel che si ha. È fondamentale accettare il nostro presente: i sogni ci porterebbero a vivere nel non ancora, trascurando il valore di ciò che è già nella vita di ognuno. Rinunciare ai sogni non significa rinunciare alla felicità, ma al contrario, liberarsi delle aspettative e delle ansie che possono generare. 

Tuttavia, è innegabile che la natura umana aspiri sempre a qualcosa di più; la storia e la filosofia ci mostrano che il desiderio di migliorarsi, di immaginare un futuro migliore sono tratti distintivi dell’essere umano che sì, può vivere senza sogni, ma rischierebbe di rendere l’esistenza statica e monotona. La mancanza di uno scopo porterà inevitabilmente a sentimenti come l’apatia, la noia, l’insoddisfazione. 

Rinunciare ai sogni vorrebbe dire rinunciare anche al progresso, perché le grandi invenzioni sono nate dal desiderio di realizzare ciò che non esisteva ancora. 

Non necessariamente i sogni distolgono dal presente, possono anzi renderlo più significativo, perché il cammino verso la propria aspirazione aggiunge valore alle azioni quotidiane. 

Rinunciare a sognare equivarrebbe a privarsi di ciò che ci rende umani: la capacità di immaginare un futuro migliore e di lavorare per realizzarlo. Se insegui la luna e non riesci a raggiungerla, finirai comunque tra le stelle, sosteneva Kant. D’altronde si sa: non è la destinazione, ma il viaggio che conta.

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